Seconda puntata

DONNA OGGI:

“I mali del vivere moderno.”
“Un figlio, quando?”
“8 ricette per il fine settimana.”
“Vuoi emanciparti? Ecco i consigli su casa, lavoro e famiglia.”.

Ti accorgi di avere una fissazione, quando, ovunque tu guardi, trovi l’oggetto del tuo desiderio. L’altro giorno, per distrarmi un po’, volevo prendere un giornale in edicola. Leggendo i titoli ne ho individuato uno che parlava di casa; ci ho pensato e mi son detta: massì, dai, sarà un segno del destino! Così l’ho preso, sul pulman per il lavoro, poi ho iniziato a sfogliare conpulsivamente le pagine alla ricerca dell’articolo. Non trovandolo mi è venuto il panico, ho pensato che magari si erano sbagliati, e non l’avevano pubblicato, sono tornata all’indice e ho cercato meglio. Morale: quell’articolo parlava di giovani che hanno problemi in famiglia e devono far vedere ai genitori quanto sanno gestirsi bene da soli. “Non emanciparsi” nel senso di andarsene di casa gestendo un lavoro e una famiglia loro, come pensavo io, un articolo inutile quindi.

Ho capito  che ero arrivata ufficialmente alla frutta, ho parlato con Andrea e abbiamo deciso di prenderci una piccola pausa dalla ricerca della nostra capanna; nel frattempo, però, abbiamo provato a far conoscere i gatti tra loro. Così Setola è finito a casa dei genitori di Andrea: nel primo incontro si sono ignorati, e sinceramente ero già soddisfatta. Nel periodo seguente andavo spesso a trovarlo per evitare che Set si sentisse abbandonato in quel luogo sconosciuto. Povero gatto. Già non ha un bel nome, come dice la mia amica Antonella, in effetti si chiama così perchè non ha un bel pelo, ricorda le setole di quei pennelli che compri alle medie. Non ero stata capace di trovargli un’altro nome, anche se Gatto sarebbe stata una bella alternativa, ma io non sono Audrey e quindi ho preferito evitare.

Una settimana dopo abbiamo contattato l’ennesima agenzia e quelli ci hanno portato a vedere una delle più belle case ispezionate fino a quel momento: ultimo piano di una piccola palazzina, strada tranquilla, ampia zona notte con ampio balcone, ampio ripostiglio, ampio tinello con amplissimo cucinino con finestra, balcone lato-cortile ideale per mangiare fuori inosservati, possibilità di posto auto. Il tutto per 380 Euro! Ci siamo fiondati a fare la proposta, non ci abbiamo pensato neanche due volte, avevamo troppa paura che ci sfuggisse di mano. L’annuncio tra l’altro non era ancora uscito sui canali di vendita massivi, sembrava proprio che questo appartamento ci stesse aspettando! Tante speranze fino a quando: “Ciao, sono Carla dell’agenzia, ho sentito i proprietari, hanno deciso di aspettare il prossimo anno per metterlo in affitto.” … “Se ho capito bene la figlia di un’amico ha bisogno di un appoggio temporaneo così lo affittano a lei per il momento, non potevano dirle di no, mi spiace”. Così noi potevamo dire addio a quell’appartamento, quella lì non se ne sarebbe più andata via da quella casa stupenda e dal prezzo accattivante.

Forse è vero, bisogna smettere di desiderare una cosa per ottenerla, ma smettere in modo razionale è davvero difficile. Menetre pensavo a cosa mettere per il matrimonio di Siria e Antonio, con una mano stavo giocando con Jimi, il gatto di Andrea, che, coi suoi occhi a palla, si arrotolava al cordino che tenevo. “Martedì andiamo a cercare un vestito, non ho niente da mettere…”, Andrea mi rispose ridendo: “Sai che stranamente neanche io ho un completo elegante? Sarà che non vado mai ai matrimoni?”, ” …si come invitato!”. In effetti era vero: è strano andare da invitati ad un matrimonio dopo tutti quelli passati nel tavolo dedicato a fotografi, tate e cantanti.
Persi nella sconsolazione e nel trambusto dei preparativi per il matrimonio, ci eravamo dimenticati di un appuntamento fissato qualche settimana prima, nell’attesa che la precedente affittuaria terminasse il trasloco. Così, con il morale sotto terra, siamo andati a visitarlo lo stesso. Questo alloggio, con tutta la buona volontà, rispetto all’altro ne sembrava solo la brutta copia. Però era comunque il meglio che avevamo visto fin’ora, e noi eravamo davvero stanchi di cercare. Così, due garanti alla mano, il contratto d’affitto dell’appartamento n°6, terzo piano di via Cristalliera 23, il 3 Agosto c.a. era ufficialmente intestato a noi. Anche se ogni tanto pensavo a all’altro ‘appartamento, sono stata sempre molto contenta di questa scelta, noi avevamo smesso di cercare e lei ci ha trovati.

Quarta puntata

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