ANNUNCI IMMOBILIARI

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Prima puntata

Affittasi appartamento ultimo piano, cucina abitabile, camera, ampio bagno con vasca, ripostiglio. Terrazzo esposto a sud e posto auto. Richiesta €350 spese incluse, no agenzie.

Questo sarebbe l’annuncio ideale, a dire il vero di annunci simili ne abbiamo anche visti, peccato che poi la realtà fosse un’altra.. Un’annuncio diceva tipo: Affittasi ampia camera e cucina, ultimo piano, terrazzo di 30mq.
Nella realtà la camera era ampia si, ma la cucina poteva contenere si e no un lavabo ad una vasca sola, una sedia e visto che le pareti erano ancora vuote, un pensile. “Però”, come diceva l’agente immobiliare, “..quando fa caldo è possibile mangiare fuori in questo bellissimo terrazzo!”, perchè non ci avevamo pensato subito, in fondo siamo solo al 45° parallelo nord dall’equatore, caldo torrido e afa, giusto?
Abbiamo poi visto mansarde per lillipuziani e particolari giardini privati sottoforma di aiuola cementificata, con due piante condominiali, però ci era concesso piantare del prezzemolo. In una graziosa zona studio era anche compresa un’intercapedine con vista tapparella che aveva un non so chè di abusivo. In un’altra casa sembrava abusiva la gente che ci dormiva dentro, con letti ammassati a ricoprire l’intera zona notte. Nella successiva pareva che la polizia, dopo un delitto passionale, non avesse fatto ripulire la scena del crimine. Alla fine dei conti la migliore era la prima che avevamo visto, peccato fosse in miniatura, era anche ammobiliata, ma coi mobili della barbie, in versione carta da zucchero.
Poi, presi dalla disperazione, hanno iniziato piacerci tutte, bastava avessero un tetto e delle porte, finchè ci siamo decisi a fare la proposta per una casa in cui dovevo scegliere se nel bagno preferivo il bidet o la lavatrice… fortunatamente il proprietario, visti i precari quali siamo, ha pensato bene che non era il caso di affittarcelo. Questo ci ha fatto rallentare un po’ nella ricerca, ci siamo talmente demoralizzati che abbiamo deciso di prendere una pausa di tacito accordo.

La cosa che mi buttava giù più di tutte era la serie di infinite garanzie che richiedevano soltanto per un affitto, purtroppo dovevamo basarci sulla dichiarazione dei redditi dell’anno scorso, che – diciamo – non era proprio brillante, e non parliamo di quello di Andrea. Mi ero buttata così a capofitto nel lavoro, accettando anche pazienti che non mi convincevano molto. Ma ce n’era una, che per tutelarne la privacy chiameremo Magda Zòccano, che iniziavo a non sopportare più. Tipica bambina viziata, si lamentava di ogni cosa, incapace di prendere parte alla propria vita. L’argomento tipo è una declinazione delle pene che le facevano patire i suoi genitori, poi c’erano altri problemi come il suo presunto ragazzo che non era mai all’altezza delle sue aspettative e altri piccoli anedotti. Una tra queste sue lamentatio continue mi aveva colpito particolarmente, tanto che avevo dovuto fare una pausa per evitare di strozzarla.
Sdraiata sul lettino, con la sua camicetta a fiorellini verde marcio, mi raccontava di un episodio nuovo di zecca di quanto fosse dura la vita a casa con i suoi genitori e del perchè, nonostante non fosse un problema di soldi, lei non volesse andarsene e prendere una casa propria nonostante i miei continui “suggerimenti”.
Lo volete sapere perchè? …perchè per lei, ci aveva pensato, era una questione di principio!
Capite, principio, la sola cosa per cui lei non aveva una vita propria e indipendente rispetto ai suoi genitori non erano i soldi, che aveva messo da parte da tempo sul conto appositamente intestato a lei dalla nascita e accumulava interessi da 30anni ormai, ma per principio!
Mentre bevevo la mia camomilla con la lentezza di un bradipo, pensavo alla mia microscopica vendetta di lasciarla lì da sola sul lettino ad aspettarmi, e feci un respiro di sollievo.
Rientrando nel mio sudio la trovai a frugare tra alcune carte sulla scrivania, lì per lì feci per sgridarla, poi capii. Alla fine la mia vendetta non era servita a nulla, come non sarebbe servita la sua, il punto non era vendicarsi passivamente quanto agire.

Terza puntata

Torta di rose

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Ingredienti della Torta di rose

300 gr di farina, 30 gr di lievito di birra, latte, due uova, scorza di limone, 130 gr di burro, 150 gr di zucchero.

Preparare il lievitino con tre cucchiai di farina, quattro cucchiai di latte caldo e il lievito di birra, mescolare bene e creare una palla da lasciare lievitare in un luogo caldo fino che raddoppia di volume. A questo punto aggiungere all’impasto la restante farina, le uova, 50gr di zucchero, un pizzico di sale, la scorza del limone e se necessario altro latte per rendere l’impasto liscio. Lasciare lievitare finchè raddoppia di volume, nel frattempo montate 100gr di burro con lo zucchero rimasto. Stendete l’impasto in un rettangolo non troppo sottile e spalmare sopra la crema di burro e zucchero, arrotolare dal lato più lungo. Tagliare circa 12 tocchetti, disporli in una teglia imburrata e infarinata, distanziati l’una dall’altra. Far lievitare fino a quando le rose iniziano ad unirsi tra loro, spennellare la superficie con i 30gr di burro fuso e infornare a 200° per 20-30 min.

Trova le differenze

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Sara, anni 27, fa la pasticcera, è sposata con Silvio, di anni 32 circa, lui invece lavora in un campo sportivo, fisico scolpito e sempre abbronzato. Si sono sposati in luglio e a settembre lei era già incinta, a giugno è nata Alice.

Ecco, quella, doveva essere la mia vita… avevo sentito voci che stavano insieme e del prossimo matrimonio, ma ieri, ieri ho aperto facebook e mi si sono parate davanti le foto della panciona di Sara e del conseguente risultato di quella pancia, una bambina piena di capelli e piuttosto cicciotta, Alice appunto. Sara non è mai stata una grande amica, ma con lei ho passato qualche estate quando vivevo ancora dai miei e non potevamo andare in ferie, lei le ferie le faceva dai nonni che vivevano qualche casa lontano da me; poi ci siamo perse di vista. Silvio invece, per lui ci sono stata male quasi un anno, abitava nel mio paesino ma l’avevo incontrato intorno ai 14 anni, lui era il bel ragazzo più grande di me, che sbagliava sempre il mio nome, le poche volte che lo utilizzava. In conpenso spesso mi prendevano in giro quando erano in gruppo perchè ero grassa e lui era sempre molto divertito dalla cosa.
Io di anni ne ho 28, giusto come smacco per dire che lei ha avuto tutto quello che sognavo per me, un anno prima…

Ho studiato psicologia, la scuola di arti bianche era troppo lontana da dove vivevo, secondo i miei genitori, mentre il classico era dietro casa e dopo – va da sè – ho preso un’altra strada. Però quando sono a casa riesco a rilassarmi soltanto preparando torte e biscotti, alla fine le uniche cose che cucino. Con Andrea ci siamo fatti i conti, nonostante il mio non sia un lavoro con entrate fisse e il suo non sia proprio un lavoro, in due dovremmo farcela a mantenere una casa in affitto. Tra l’altro lui arrotonda cantando ai matrimoni e potremmo così avere un piccolo fondo emergenze. La casa sarà piccola, non possiamo permetterci altro, porterò il mio gatto perchè i miei non lo sopportano più, e lui porterà il suo, speriamo non si ammazzino a vicenda. ‘Sta sera mentre lui fa le prove di una nuova canzone, io cercherò tra gli annunci di case, dopo come al solito ci faremo una sveltina sotto casa mia, e se ne riparlerà la prossima settimana… è incredibile come le ragazzine di telefilm come Gossip Girl o Pretty little liars, abbiano più libertà di me, che ho 10 anni più di loro. Ci serve proprio un pò di autonomia e indipendenza, e finalmente potrò cucinare come dico io, non sarò più costretta a preparare il tiramisù con la ricotta, senza savoiardi e con un uovo solo! Libertà!

Seconda puntata

I primi sospetti

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prima puntata

L’aria calda di fine estate circonda ogni aerea del campeggio, un venticello temperato soffia a intermittenza, facendo rotolare per terra qualche fiore caduto. Nella zona più boschiva alcune zanzare si arrendono ad una retina, davanti l’ingresso di una tenda blu cobalto. Dentro, due giovani, si preparano per una passeggiata in riva al mare per vedere l’alba.

La signora Elvira ha passato tutta la notte a immaginare chi abbia potuto mangiare i suoi lamponi. Le prime accuse sono cadute sui gemelli Esposito, i bambini più maleducati che abbia mai conosicuto, ma che fortunatamente non diventeranno clienti abituali del villaggio perchè il loro è un viaggio itinerante. Pensandoci bene Elvira non li ha visti neanche alla cena caraibica. Tra l’altro i precedenti di Diego e Rocco Esposito non depongono a loro favore: la signora Cesira era stata derubata di ben tre rose della sua famosissima  torta di rose mentre questa stava raffreddando sul finestrotto del cucinino e, a detta di Cesira, era bastato il tempo della sigla iniziale di Sentieri di rovo perchè il fattaccio fosse commesso.

Nel primo pomeriggio Elvira, senza neanche prendere il suo caffè, punta dritto al mini market dove si trova Doris del reparto ortofrutta, che non si fa mai i fatti suoi ed è perfetta per diffondere velocemente le notizie nel villaggio. Ma proprio mentre sta entrando, Doris esordisce dicendo: “Ma lo sai Elvira, che la signora…” indicando col mignolo una donna vestista sui toni del rosa che sta sbirciando una rivista femminile. “Sa- salve, Valeria”, “Buon pomeriggio”, dice Elvira.
“…la signora, dicevo, insieme alla sua famiglia, occupa proprio l’appartamento dove  alloggiavano i pestiferi e famiglia” conclude Doris, riferendosi agli Esposito.
Elvira paonazza risponde in fretta: “Ah, fantastico! Salve sono Elvira, sono una villeggiante abituale qui, lei invece? quando è arrivata di preciso?”.
“Io e mio marito siamo arrivati ieri sera, verso ora di cena..” risponde Valeria con tono un pò timido.

Elvira rapida fa due calcoli: il check out è al mattino di solito, ma anche se avessero fatto una proroga per quei cafoni, devono aver lasciato il villaggio non oltre le 14.00, i gemelli quindi non possono essere stati, i lamponi erano lì fino a poco prima di cena, quando Elvira stessa li aveva controllati.
“Ma ti serve qualcosa Elvira?” chiese Doris.
“Ehm, sì, vado a prendere un pacco di caffè, che l’ho terminato.” dice fuggendo letteralmente via tra gli scaffali.

Quindi bisogna ricominciare da capo, Elvira si perde di nuovo nei suoi pensieri, mentre sul viottolo verso il suo alloggio incrocia Agnese col nipote Furio – “Pessimo nome per un bambino, di questi tempi!” aveva pensato Elvira quando le era stato presentato – che stanno andando all’emporio per ricomprare la crema “schermo totale” appena finita. Sulla strada Furio dà una carezza al cane Otto, che nonostante il regolamento lo vieti, se gironzola da solo per il villaggio. Otto è in missione per identificare il nuovo odore presente da qualche giorno. Svoltando l’angolo finalmente la traccia è più chiara: una femmina sicuramente, ma non fa in tempo a decifrare di che età sia che il signor Gervasio lo prende per la collottola per riportarlo dal padrone.

Otto ciondolante dalla sua collottola vede sulla strada verso la sua cuccia la signora Merlin che sta sistemando qualcosa fuori nel patio. La famiglia Merlin è diventata tale solo da poco, Marta e Teodoro sono sposati da un anno e mezzo circa, mentre la loro piccola compirà un anno tra un paio di giorni. Loro, i genitori, di anni ne hanno 20 ed è proprio per questo motivo, che tutti al villaggio hanno da esprimere la propria opinione sul loro conto. Nel patio Marta sta attaccando un foglio,che invita tutti i villeggianti ad approfittare del buffet preparato per la festa del primo compleanno di Maia. Il cartello, molto semplice, mostra una torta stilizzata disegnata con un tratto deciso di pennarello nero, mentre con matite rosse e blu sono state colorate, fuori dai margini, le decorazioni sopra la torta: mirtilli e lamponi.

terza puntata